Il Casentino custodisce storie di nobiltà e poesia: i Conti Guidi dominarono castelli e terre, lasciando impronte di potere e fede. Qui Dante, esule e pellegrino dell’anima, trovò rifugio e ispirazione. Tra mura millenarie, battaglie come Campaldino e paesaggi silenziosi, il tempo si intreccia con l’eternità.
Nel cuore del Casentino si celano antichi mulini in pietra, immersi tra boschi e ruscelli.
Questi luoghi raccontano la vita semplice e autentica di un tempo, fatta di acqua che scorre, lavoro paziente e tradizioni che ancora oggi resistono. Passeggiare qui significa entrare in un mondo sospeso, dove natura e memoria camminano insieme.
Imponente sentinella del Casentino, il Castello di Porciano sorge maestoso su una collina vicino a Stia, testimone millenario dei Conti Guidi, rifugio di un Dante in esilio, oggi scrigno vivo di storia, musei e panorami senza tempo.
Il Castello di Porciano, che domina Stia dall’alto di una collina, è uno dei luoghi simbolo del Casentino. Edificato nell’XI secolo dai Conti Guidi, signori di queste terre, conserva ancora oggi l’imponenza delle sue torri e delle mura in pietra che per secoli hanno vegliato sulla valle.
La sua storia si intreccia con quella di Dante Alighieri, che qui trovò rifugio durante l’esilio dopo la battaglia di Campaldino. Proprio tra queste mura, il poeta poté respirare la quiete del Casentino e riprendere a scrivere i suoi versi immortali.
Oggi il castello, accuratamente restaurato, ospita un museo dedicato alla vita rurale e medievale del territorio, con oggetti, reperti e testimonianze che riportano indietro nel tempo. Dalle sue terrazze si apre un panorama straordinario sulla valle, tra boschi, pievi romaniche e borghi antichi, regalando a chi lo visita la sensazione di toccare con mano un frammento di storia viva.
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